Il Genio di Stephen King

Stephen KingA pagina 53 del romanzo di Stephen King, “22/11/’63”, Sperling & Kupfer, 2014, c’è una pausa narrativa che si appropria di cinque minuti della tua vita. Jake Epping, il protagonista della storia, sta per essere catapultato dal 2011 al 9 settembre 1958, per vivere nel passato fino al 22 novembre del 1963, giorno in cui tenterà di sventare l’attenta­to a Kennedy. “Puoi cambiare la storia, Jake, lo capisci? John Kennedy può salvarsi” è l’ultima bat­tuta del dialogo che precede la pausa di cui dicevo, e io sfido chiunque a fare a meno di levare gli occhi dal libro e tenerli fissi nel vuoto a guardare tutto lo scompiglio che l’immaginazione crea nel cervello. Poi, quando finalmente ritorni in te, resti di sasso, perché King ti dice questo: “Conosco i fondamenti della suspence. O almeno dovrei conoscerli, nella vita ho letto abbastanza thriller. La prima regola è: il lettore deve continuare a chiedersi cosa accadrà.”
Cioè, non so se rendo l’idea: lo scrittore ha assistito alla tua crisi e ti è venuto in soccorso. Solo un genio può essere capace di tanto.

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