Ricordi in poesia

Io c’ero

Io c’ero quel giorno sugli spalti
prima di lasciarti, Ferrara mia.
Poi, svanito il sogno,
a vent’anni partii, triste
del declino biancazzurro.

E più non vedesti Ameri al Comunale,
e Carosio a bordo campo
che racconta agl’italiani un tempo;
e novantesimo minuto a dire il risultato
mentre i nostri escono dal campo;
più non vedesti il genio di Massei
scatenare il delirio della folla
e di Bozzao la spinta sulla fascia,
a far d’un’ala blasonata
un terzino da parrocchia;
e il derby col Bologna:
Modena, Parma, Piacenza, Reggio
più di te poi ne furon degne.

Così il destino volle. Poi, per quarant’anni,
– Ah, se c’era Massei! – maledisti
i capogiri del capitano:
E mentre
Parma trionfava in Uefa
reclamasti il quinto posto del sessanta,
quando ai Campioni solo s’apriva l’Europa,
E quando a Verona fu scudetto,
di nuovo la piaga s’apriva:
– Ah, quel maledetto sessantotto.
Su l’erba del nostro Bagnoli Osvaldo
tramontava la Spal e sorgeva
la gloria giallo-blu.

Tornai, Ferrara mia, ogni tanto al Comunale,
“Mazza” chiamato, dal nostro Presidente.
Dalla mia gradinata
non più di glorioso legno,
sempre lo sguardo corse a quella porta
là, sotto la curva est.
E sempre mi trafisse quell’inutile boato
in zona cesarini, scatenato dalla bordata
del prode Bertuccioli.
A. Ninfali – 2/10/2008
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