Sempre e comunque forza Spal, niente condanne senza appello dopo la sconfitta col Lecce

Stadio P. Mazza 25 settembre 2019, fasi di gioco di Spal – Lecce

Oggi è il giorno delle accuse e delle condanne senza appello. Ieri nessuno dubitava che la grintosa vincitrice sulla Lazio avrebbe strappato tre punti anche al Lecce e oggi si è certi che la Spal non vale più di una discreta squadra di serie B. Ma è normale, siamo così noi tifosi: amiamo tanto la nostra squadra che non ci accorgiamo di farlo in modo sbagliato. Ci comportiamo come quei genitori che coccolano fino allo sfinimento le loro angeliche creature salvo poi sculacciarle senza pietà appena tornano da scuola con un brutto voto. Allora sono rampogne a non finire, che trasformano l’angioletto in un fannullone privo di qualità e incapace di reggere il confronto con i compagni.

Ecco, amici, sta qui l’errore che si commette, nello sparare giudizi in base a confronti. “Il Lecce?  – diciamo con supponenza – Una neopromossa ancora addormentata in serie B che pretende di far punti al Mazza? Ma fammi il piacere! Con Petagna & C. non c’è trippa per gatti e stasera gli amici salentini avranno un brutto risveglio in una serie A che sentiranno un po’ stretta”. Invece il brutto risveglio l’abbiamo subito noi, stamattina, quando siamo tornati con la mente all’umiliante risultato di ieri sera e alla cocente delusione che ci ha procurato. Allora sotto con le rampogne, da cui non si salva nessuno. Mister Semplici diventa un analfabeta del calcio e i giocatori dei miracolati approdati alla serie A per caso. La storia di questo ultimo quinquennio si cancella di colpo e coloro che ne sono stati i brillanti artefici sono diventati indegni del nostro rispetto.

Forse, amici, sarebbe più opportuno metterla in altro modo: considerare cioè che una partita di calcio è fatta di episodi, favorevoli o sfavorevoli secondo il caso. Non si è soliti dire che la palla è rotonda per intendere che nel calcio anche le squadre più blasonate possono segnare il passo di fronte alle piccole? Alla Spal è successo spesso in passato, l’ultima volta contro la Lazio solo dieci giorni fa, e sicuramente succederà ancora. Difficile che accada sabato prossimo all’Allianz Stadium ma non poniamo mai limiti alla buona sorte.  Anche ieri sera, del resto, la buona sorte ci ha premiati: in occasione di alcuni svarioni difensivi che i nostri avversari non hanno saputo volgere a loro favore, come l’anticipo di Babacar su Berisha a cui “San Vicari” ha messo una pezza in extremis. Facciamoci caso: ieri sera nessun errore dei nostri ha causato la segnatura degli avversari, mentre l’unico gol su azione subito è frutto di una deviazione per la quale i leccesi devono ringraziare il loro Santo Patrono e… il loro lato B. Hanno vinto per una botta di c…o  e due rigori a favore dei quali solo il primo, forse, può ritenersi indiscutibile.  Si sa infatti che i ruzzoloni in area sono spesso accentuati da attaccanti esperti in materia e gli arbitri con VAR incorporato ci possono cascare facilmente. Il risultato negativo di ieri sera è pertanto la somma di una serie di episodi sfavorevoli che nel calcio possono penalizzare tutte le squadre, comprese le grandi, che, a volte, come detto, possono soccombere anche di fronte alle piccole.

Detto questo, non è che non si possano legittimamente esprimere opinioni sul modo con cui i nostri interpretano le partite, rilevandone – a nostro giudizio – pregi e difetti. Ma dire che improvvisamente, a cominciare dall’allenatore, sono diventati tutti dei brocchi il cui destino è ormai segnato mi sembra quanto meno fuori luogo. Consideriamo invece, e preoccupiamocene, assieme al nostro Grande Mister e alla eccellente Dirigenza, che in due partite abbiamo subito due gravi infortuni in pedine come D’Alessandro e Di Francesco, i quali, assieme a Fares, costituiscono perdite di difficile sostituzione nei ruoli che ricoprono. E incoraggiamola, la nostra gloriosa squadra biancoazzurra, senza se e senza ma. Sempre. FORZA SPAL!

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