Tempo di dediche

Il 3 ottobre scorso avrei voluto essere in quel di Cosenza per ritirarla personalmente, ma cause di forza maggiore me lo hanno impedito. Così la targa assegnatami come secondo classificato, nella sezione giornalismo, al Premio Letterario Nazionale di Calabria e Basilicata mi è arrivata oggi e adesso posso finalmente dedicarla ai suoi legittimi ispiratori. Prima di tutto alla SPAL, che costantemente alimenta la mia fantasia col fuoco di una passione che non si spegne mai. E poi alla Redazione de Lo Spallino.com, che mi ha permesso, e ancora mi permette, di cimentarmi in un campo, quello giornalistico, di cui non avevo esperienza ma che mi sta sempre più appassionando.

Qui di seguito riporto, infine, il messaggio che ho mandato in vece mia alla Giuria del Premio e che è stato letto durante la premiazione.

Spett.le
Istituto Culturale della Calabria IL MUSAGETE;
Egregi
Giurati del Premio Nazionale di Calabria e Basilicata;
Gentile
Pubblico presente all’odierna manifestazione,

mi dispiace molto non essere presente a questa cerimonia di premiazione, ma cause di forza maggiore mi hanno impedito di muovermi da Verona. Così ho pensato di scrivere queste brevi note, con le quali vorrei sintetizzare ciò che avrei desiderato dire se fossi stato presente.
Innanzitutto rivolgo un sincero ringraziamento ai Signori Membri della Giuria per il giudizio positivo riservato ai miei lavori. E’ sempre un piacere veder apprezzato il proprio impegno, e motivo di stimolo per fare sempre meglio. Ma c’è una ragione per cui, in questa circostanza, mi sento particolarmente felice: è il secondo posto, nella sezione “giornalismo”, attribuito all’articolo sulla vita e la carriera sportiva del calciatore Bruno Neri. Questo articolo, infatti, risente in qualche misura dei miei trascorsi di insegnante, in quanto è ispirato da un particolare intento educativo: quello di fornire al mondo calcistico odierno, che spesso appare frivolo e superficiale, un esempio di vita per le odierne tifoserie e per i campioni da queste ammirati, esempio che li porti a riflettere su quali valori siano da privilegiare nella vita. Bruno Neri, che vestì anche la maglia azzurra nella nazionale di Vittorio Pozzo e avrebbe potuto vivere di onori all’ombra del regime, si oppose ad esso con ogni mezzo e diede la vita per la libertà. Mostrò anche come si possa praticare attività sportiva a livello professionistico pur dedicandosi allo studio e alla ricerca del sapere. Quel fuoriclasse dimostrò che non serve essere grandi campioni se prima non si è uomini.
Per questo oggi sono felice: perché spero che il rilievo riservato in questa sede al mio articolo lo renda ancora più noto e, quindi, più in grado di realizzare l’intento che lo anima.

Mi si consenta, a questo punto, di citare la testata on-line che ha pubblicato il suddetto articolo, LO SPALLINO.COM. La Redazione del giornale è formata da ragazzi giovani, pieni di entusiasmo e passione per il lavoro che svolgono. Collaboro con loro funzionando come memoria storica dei tempi d’oro della SPAL, la squadra calcistica di Ferrara. Li devo ringraziare, perché, considerandomi uno di loro, mi fanno sentire ancora integrato nella vita di quella Ferrara che mi diede i natali e conserva tanti ricordi della mia lontana giovinezza.

Chiudo con un sincero ringraziamento alla Calabria e a tutti i calabresi; e non solo per la favorevole accoglienza riservata alle mie opere letterarie (per altro, La vela e altri racconti appartiene alla collana “Happy Writer”, edita da Apollo Edizioni, Bisignano, CS), ma soprattutto per la generosa ospitalità che sempre viene riservata a me e alla mia famiglia quando soggiorniamo in questa meravigliosa terra.
Grazie a tutti, di vero cuore.

Arnaldo Ninfali

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